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Statua "Ratto delle Sabine"

€2.610,00
Ratto delle Sabine, h cm 44 l 14x17,5 cm, biscuit

Lo spoglio dell’ Inventario dei Modelli della Manifattura Ginori di Doccia, databile tra il 1780 e il 1791, evidenzia l’attenzione riservata agli scultori fiorentini dal Rinascimento in avanti. I modelli acquisiti dalla Manifattura, durante la direzione del marchese Carlo Ginori e del figlio Lorenzo, si concentrano su questo periodo con opere che spaziano da Jacopo Sansovino a Michelangelo, dal Giambologna a Benvenuto Cellini. E proprio tra le opere dello scultore originario delle Fiandre, sono stati selezionati gruppi in piccole dimensioni, caratterizzati da posture ed espressioni evocanti la statuaria antica. Il Ratto delle Sabine, noto nella versione in marmo scolpita dal Giambologna nel 1583 per la decorazione della Loggia dei Lanzi in piazza della Signoria, ha un’eleganza unica che ne ha favorito la fortuna delle sue riduzioni in bronzo, come attesta la presenza di esemplari nelle maggiori raccolte europee. Anche il Ratto delle Sabine in biscuit, qui presentato, deriva da un bronzetto settecentesco, come indicato nell’ ‘Inventario dei Modelli’, che descrive la presenza di: «Un Ratto delle Sabine di terra cotta. L’originale è in bronzo in casa Corsini [...]». Tale bronzetto è ancora conservato nella collezione romana di Palazzo Corsini alla Lungara, attuale Galleria Nazionale d’Arte Antica. Di esso Francesco Lici, inviato a Roma dalla Manifattura intorno al 1753, eseguì le forme in gesso e calchi delle principali opere presenti nella città di Roma, evidentemente non solo di gusto antiquario, da tradurre in porcellana. Insieme alla Venere dei Medici (vedi Tavole I), la fortuna del Ratto delle Sabine sopravvive alla decadenza della porcellana artistica, durante la stagione delle Esposizioni Internazionali che premia la maiolica, tant’è che nella variante in biscuit partecipa all’Esposizione Italiana del 1861 e a quella londinese del 1862.

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