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Statua "Centauro e Deianira"

€2.390,00
Centauro e Deianira, h cm 39 l 18,5x29 cm, biscuit
Questo gruppo in biscuit è stato ideato dal Giambologna attorno al 1575. In quel periodo, lo scultore si dedica al tema dei rapimenti creando composizioni che trasmettano un forte pathos emotivo. Tra queste opere si distingue il Ratto di Deianira, che fissa l’istante nel quale il Centauro Nesso cattura Deianira, moglie di Ercole. La drammaticità e l’energia impressa nell’azione, che conferisce linfa vitale al bronzetto, rendono unica questa composizione, che ha sempre avuto una degna collocazione nelle Wunderkammer delle Corti d’Europa. Nel 1578, Francesco I de’ Medici ne dona un esemplare all’Elettore Cristiano I di Sassonia, che ancora oggi si trova a Dresda, mentre un altro, attualmente conservato al Louvre, giunge nel 1693 nelle Collezioni Reali. La Manifattura Ginori di Doccia, in linea con il gusto settecentesco per l’antico e il classicismo fortemente influenzato dai viaggiatori del Grand Tour, intorno agli anni Cinquanta, sviluppa la traduzione in porcellana di sculture del Giambologna, la cui fama internazionale dura anche post mortem. Nell’ ‘Inventario dei Modelli’, condotto tra il 1780 e il 1791, ne sono indicati tre aventi questo soggetto, ma solamente due sono descritti come opere d’invenzione del Giambologna, «Centauro che rapisce Dianira. Di Gio. Bologna» e «Un gruppo rappresentante un Centauro che rapisce Deianira. Di Gio. Bologna[...]». La composizione in biscuit, qui presentata, ne è un esempio ed è da ritenersi una derivazione giambolognesca rielaborata nell’Ottocento. Rispetto alla versione originale e a quella eseguita dalla Manifattura intorno alla metà del Settecento, nota attraverso un solo esemplare conservato al Detroit Institute of Arts, mostra alcune varianti, tra cui la più evidente è il panneggio che scivola lungo il dorso del centauro e si ancora al basamento, avendo quindi anche la funzione di perno di sostegno, un dettaglio questo che forse è stato inserito per ovviare al difetto accorso all’esemplare americano, collassato su se stesso durante il processo di cottura.
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